Il messaggio cristiano della Beata Santocanale nella tela che la raffigura


Maria Frisella

Domenica 6 maggio, alle 11.00, verrà benedetta la tela realizzata per la Chiesa di Cinisi, raffigurante la Beata Maria di Gesù Santocanale. 

Suggestiva l’immagine di Madre Maria di Gesù, al secolo Carolina Concetta Angela Santocanale, nel suo abito francescano, lo sguardo profondo ed il pane nelle mani. 

Nella tela si intravedono, in basso a destra, due mani protese. 

Simbolismi e realtà del percorso umano di Carolina si intrecciano. 

Il pane è elemento umile e semplice ma denso di significati, trasversale alle fedi ma sempre presente. Un bene comune, che sfama i poveri, che nel cum vivere richiama, oggi con maggiore forza, la vita quale garanzia di salute e la lotta per la sopravvivenza quale diritto.  Ed il pane pone la relazione tra gli esseri, li unisce come compagni, dal latino cum panis, quando lo si condivide.

Come non ricordare il “Dacci oggi il nostro pane quotidiano” che acquista un senso di più ampio respiro, diventa messaggio di integrazione e tappa dei percorsi di conquista dei significati nei quali ritrovarsi. È il messaggio cristiano senza tempo e senza distinzioni.  

Lo sapeva bene Carolina, da quando cominciò a sentire che la sua missione era dividere la sua vita con gli altri. Aveva appena sedici anni eppure Da ’il tuo pane a chi ha fame” (Tb. 4,6) è il forte richiamo biblico che la spinge a ricercare la sua strada tra i poveri, tra chi ha bisogno, oltre che del pane, anche di ogni altro alimento culturale e spirituale.

Una donna forte che, per non lasciarsi fuorviare, aveva scritto una esortazione a se stessa in un biglietto custodito nella sua scrivania in modo da rileggerlo spesso e farsi coraggio nell’affrontare le lusinghe della vita ed i rischi della irreligione, in nome di Maria.  

Della famiglia nobile dei Baroni della Celsa Reale, il padre di Carolina era l’avvocato Giuseppe Santocanale e la madre era donna Caterina Andriolo Stagno. Risanata dopo una grave malattia, il 13 giugno 1887, Carolina prese l’abito di Terziaria francescana, assumendo proprio il nome di suor Maria di Gesù. Fu subito impegnata con l’Istituto Suore Cappuccine dell’Immacolata di Lourdes occupandosi di ogni possibile aspetto di povertà morale e fisica nella cittadina di Cinisi, dove morì il 27 gennaio 1923. Fu sepolta nella cappella del convento da lei eretto nella nobile casa di Cinisi, che primati divenire luogo della Mensa Eucaristica era stata per tanti anni la mensa dei poverelli del paese. Oggi è Santuario, luogo in cui si possono venerare le spoglie mortali della Beata.

Dunque a Cinisi, confermato luogo santo oltre che territorio appartenente alla Chiesa, dove il nonno, aveva acquistato le proprietà che, appartenute al feudo dei Benedettini, dopo la soppressione vennero incamerate dallo Stato e poi vendute allo stesso e dove la famiglia aveva una casa di villeggiatura nella quale Ella fondò l’Istituto. Presso le suore del Collegio di Maria, in piazza, ricevette la vestizione come terziaria francescana. Il popolo la chiamava “Signora Madre”: Signora per la sua indiscussa origine nobiliare e Madre perché così La sentivano tra di loro.

A Lei è stato riconosciuto il miracolo avvenuto nel settembre del 2004, quando Andrea, un ragazzo che stava costruendo un lucernario, è caduto da un’altezza di 11,10 metri, proprio sul punto centrale della cappella dove sarebbe stato posto il suo corpo di Madre Fondatrice. Rimase illeso, stranamente e contro ogni possibile ipotesi.

A noi resta da ricordarlo, come evento scientificamente inspiegabile, testimoniato dai medici consultori della Congregazione per le Cause dei Santi, e da trarne il messaggio che la Beata ha voluto lasciare. E ne è talmente convinta che ammonisce: se negli istituti che ha contribuito a fondare non si mantiene la parole cristiana pregherà Dio perché si chiudano.

I poveri sono fratelli, quel pane comune unisce, la vita semplice e solidale spesa nella umiltà che rende ricchi è un alimento dello spirito che ne interpreta i significati. 

Non sorride nella tela, la nostra Carolina, ma lo sguardo è dolce. Tesa nel Suo impegno spirituale, indica a noi la via della umanità nella convivenza.   

Cappella della Beata all’interno del Santuario

Ingresso delle spoglie mortali della Beata dopo la solenne processione in occasione della beatificazione

Solenne processione delle spoglie mortali della Beata in occasione della beatificazione.

Reliquia del cuore della Beata.

 


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About the Author: Andrea Di Gangi

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