Cinisi. Il consiglio comunale delle demolizioni 

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Andrea Di Gangi

Il presidente del consiglio Giuseppe Manzella apre i lavori della seduta straordinaria che ha all’ordine dl giorno le dichiarazioni rilasciate dal Sindaco sulle ordinanze di demolizione riguardanti uomini dell’amministrazione e funzionari comunali e la scomparsa dagli archivi comunali di 266 pratiche. 

Presenti, oltre ai consiglieri, il Sindaco Palazzolo, il vice sindaco Ruffino e l’assessore Biundo. In apertura tutti i consiglieri dichiarano di rinunciare al gettone di presenza e subito dopo il Presidente mette ai voti lo svolgimento dei lavori del consiglio; questo infastidisce i consiglieri che protestano affermando il fatto che la loro presenza è già indice di volontà e reputano inopportuno dare luogo a tale votazione, tuttavia la votazione avrà luogo e all’unanimità voteranno favorevolmente. Dopo la votazione il Presidente introduce il tema della discussione e fornisce i motivi in virtù dei quali ha deciso di convocare il consiglio comunale.

Le dichiarazioni del Presidente. “Fatto grave che i consiglieri siano informati solo dai giornali”

Manzella dichiara che è grave il fatto che i consiglieri comunali vengano a conoscenza dei fatti che accadono all’interno del Comune solamente dai giornali o dai mass media, asserendo che è una grave mancanza di rispetto nei confronti del consiglio comunale, che definisce ‘organo politico’, e nei confronti di ogni singolo consigliere comunale. Manzella si riferisce alle interviste rilasciate dal Sindaco Palazzolo ai quotidiani nazionali riguardanti le denunce anonime che hanno portato alle ordinanze di demolizione  e alla scomparsa di 266 pratiche di sanatorie dagli archivi comunali. Giuseppe Manzella, a conclusione dell’intervento,  manifesta solidarietà e si complimenta con il sindaco per aver denunciato questi fatti, ma chiede delucidazioni. Il sindaco in un primo momento dichiara di non aver nulla da dire perché sperava, e lo dirà dopo, che ogni consigliere avrebbe espresso le proprie opinioni e lui ne avrebbe fatto tesoro, i consiglieri tuttavia non hanno nulla da dire e così il sindaco interviene dicendo che la denuncia di scomparsa delle pratiche gli è sembrata un atto dovuto dopo esserne venuto a conoscenza dal Segretario Generale.

La controreplica del Sindaco. “Ci sono delle persone che giocano al massacro, agiscono con il chiaro intento di distruggere”

Per quanto riguarda l’intervista rilasciata a Repubblica sulle ordinanze di demolizione dichiara di aver semplicemente risposto alle domande di una giornalista che l’aveva contattato. Il consigliere Leo Biundo interviene subito dopo con toni polemici contro il presidente dichiarando che sui fatti privati non si convocano consigli comunali e che l’assise deve portare avanti atti e azioni per il bene e lo sviluppo della popolazione, continua sostenendo che sarebbe stato più opportuno discutere questi fatti in conferenza dei capigruppo invitando il sindaco. Il consigliere Vera Abbate, intervenendo dopo Biundo, dichiara che le dichiarazioni rilasciate dal sindaco sono state eccessive perché in questo modo ha esaltato le denunce anonime. Interviene il consigliere Nino Ruffino, che si unisce alla comune condanna delle dichiarazioni anonime espressa da tutti i consiglieri fino a quel momento e sottolinea che le polemiche mosse dal presidente sono da ricondurre solamente ad una sua ricerca di visibilità e di pubblicità. Il consigliere Impastato chiede al Sindaco come intende risolvere il problema e i disagi scaturenti dalla scomparsa delle pratiche. Il sindaco dichiara che ha denunciato l’accaduto insieme al vicesindaco Aldo Ruffino e all Segretario comunale Giovanni Impastato.“Ci sono delle persone che giocano al massacro, agiscono con il chiaro intento di distruggere” afferma Giangiacomo Palazzolo riferendosi agli autori delle lettere anonime, “tutti sappiamo chi sono, ma dobbiamo avere le prove per mandarli in carcere” continua, “il Presidente ha convocato questo consiglio per la sua visibilità, ma potreste unirvi e condannare gli atti anonimi in modo da isolare socialmente e politicamente questi soggetti e questi fenomeni. Chiedo al consiglio comunale una univoca posizione, deve cogliere l’occasione per dire no a questo gruppetto criminale. Se si fa si trova l’utilità di questo consiglio convocato tendenzialmente inutilmente”. Pino Ferrara interviene dopo il sindaco dicendosi  d’accordo con lui ma fa presente che la mancanza di comunicazione tra il presidente e il sindaco rende difficile lo svolgimento dei compiti dei consiglieri. Il Sindaco chiede la parola al presidente per delucidare ulteriormente i fatti ma il presidente gliela nega, ciò causa l’ira del Sindaco Palazzolo che, definendola una mancanza di rispetto, prima di uscire dall’aula, sottolinea il fatto che il consiglio comunale non è un organo politico come lo definisce erroneamente il presidente ma un organo titolare di determinate decisioni e materie. A chiusura interverranno il consigliere Salvatore Catalano che condannerà gli atti anonimi definendosi d’accordo con il sindaco ma criticherà l’eclatanza delle dichiarazioni del sindaco e il consigliere Vera Abbate che criticherà il sindaco per le parole rivolte al presidente poco prima.


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