Cinisi e Terrasini si terranno ognuno il suo depuratore. Troppe zone d’ombra

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Andrea Di Gangi

Ormai quello del depuratore è un “casus” che sta diventando “belli” tra Terrasini e Cinisi ma, diciamola tutta, molto di questa vicenda appare strumentale e poco c’entra con i problemi ambientali relativi alla depurazione delle acque reflue di Cinisi e Terrasini

A partire dall’ordine del giorno del consiglio comunale voluto dal Presidente Giuseppe Manzella, che era per avere chiarimenti dal Sindaco Gianni Palazzolo sull’impianto di depurazione del Comune di Cinisi, ma che in realtà aveva lo scopo di mettere in difficoltà politica il primo cittadino di Cinisi. I chiarimenti richiesti, infatti, sono stati sul progetto di un depuratore consortile tra Cinisi e Terrasini.

Il Sindaco Giangiacomo Palazzolo ha detto che esistono 2 finanziamenti separati del CIPE (comitato interministeriale per la programmazione economica) uno di 6,8 milioni per l’adeguamento del depuratore comunale di Cinisi ed uno di 15 milioni per la costruzione di un depuratore comunale a Terrasini. Anche per la mancata esecutività dei progetti relativi a questi finanziamenti (sommati a tutti gli altri della Sicilia e di altre regioni italiane specie del sud), protratta nel tempo, ha comportato una condanna da parte della Corte di Giustizia dell’Unione Europea nei confronti dello Stato Italiano. In seguito a questa condanna, il 3 Novembre del 2015, l’allora Assessore Vania Contraffatto, fu nominata commissario straordinario per la realizzazione degli atti necessari al superamento della stessa sentenza e, quindi, per accelerare l’iter che avrebbe portato alla realizzazione dei progetti finanziati. Gli uffici comunali di Cinisi hanno lavorato al progetto di adeguamento del depuratore comunale di Cinisi dal 2006 e alla data del 17 Marzo 2016, data in cui il Commissario Straordinario ha revocato le nomine di Responsabile del procedimento ai tecnici comunali. Per avere il progetto esecutivo definitivo di adeguamento bastava solo l’OK dell’ultima conferenza dei servizi. Il progetto di adeguamento è un progetto definitivo, costato decine di migliaia di euro al Comune, e che necessita solamente alcune conferenze di servizi per acquisire le dovute autorizzazioni che lo avrebbero reso esecutivo. La stessa cosa ha fatto Terrasini, che è già in possesso di un progetto per l’impianto di depurazione

Ma il 18 Novembre del 2016, il commissario straordinario convocò i sindaci di Cinisi e Terrasini per proporre uno studio di fattibilità di un depuratore consortile. Uno studio di fattibilità costato altre decine di migliaia di euro ma che non ha alcun parere da parte di nessun ente, primi tra tutti ENAV ed ENAC. Il Sindaco di Cinisi si disse disponibile allo studio di fattibilità a 2 condizioni: che l’adeguamento del depuratore di Cinisi sarebbe stato realizzato e anche nel più breve tempo possibile (così da non perdere il finanziamento) e che, di conseguenza, lo studio di fattibilità doveva essere stato fatto sul depuratore già adeguato. Il 5 Giugno 2017 viene nominato Commissario Straordinario il Prof. Enrico Rolle e il 31 Agosto 2017 viene esposto lo studio di fattibilità per il depuratore consortile. Ma il Sindaco di Cinisi dice NO. Quel progetto presenta delle criticità tali da ricevere un “No inequivocabile” dall’Amministrazione Comunale di Cinisi. Criticità che riguardano anche Terrasini

Il Sindaco espone le criticità sia giuridiche che strutturali.

Perché è NO? Perché già l’attuale depuratore di Cinisi, vista l’esistenza di fabbricati prima della sua costruzione, è in deroga alla norma di Legge che prevede la distanza di 100 metri delle abitazioni dal depuratore. Questa deroga prevede, infatti, che la distanza minima delle abitazioni dal depuratore sia di 50 metri. Lo studio di fattibilità proposto prevede un’ulteriore deroga che porterebbe il depuratore a 25 metri dalle abitazioni, con i disagi che comporterebbe agli abitanti delle case attaccate ad un depuratore. Inoltre, chi può decidere, tra gli altri enti, se costruire un depuratore a 25 metri dalle case non è l’ufficio Commissariale, ma il Consiglio Comunale di Cinisi. Ancora, nessuno ha ancora chiesto cosa ne pensa la Gesap e quali problemi relativi alla sicurezza aeroportuale può comportare un depuratore a ridosso delle piste, se no proprio dentro l’aeroporto.

Fin qui le zone d’ombra, molto d’ombra, relative ai permessi, alle deroghe alla legge, alla responsabilità dei diversi enti. Ma ci sono anche delle cose incongrue di ordine tecnico che fanno dire di NO al sindaco Palazzolo (e non si capisce perché il NO non venga anche da quello di Terrasini, Maniaci). Pare che lo studio di fattibilità preveda delle grandi vasche di raccolta e drenaggio alla “Praiola”, nel pieno centro urbano di Terrasini, con la relativa pompa di sollevamento che condurrebbe questi reflui fognari in una conduttura di 3,2 Km che passerebbe per la via Ciucca e via del Mare, con la probabilità di dover realizzare delle vasche con altre pompe di sollevamento lungo la conduttura. Ci sono di mezzo il porto, le strutture ricettive, la spiaggia Magaggiari, i lidi praticamente nei pressi delle vasche e della conduttura. Per non parlare del fatto che per eseguire i lavori, dovrebbe essere sventrata di nuovo la via del Mare, della quale annuncia ufficiosamente l’inaugurazione il 14 Marzo.

E ora? Dopo la performance del consiglio comunale di Cinisi, che si fa?

Nulla, la decisione spetta all’ATO idrico, a detta del Commissario Enrico Rolle, che ha ricevuto l’assenso del Sindaco di Terrasini e il dissenso categorico di quello di Cinisi. Tuttavia, l’ATO Idrico – dice il Sindaco Palazzolo – non ha la competenza di derogare alle norme, in quanto ente addetto solamente alla gestione. Di fatto finora, il risultato di questa vicenda è stato quello di rallentare la realizzazione del depuratore di Cinisi (a Terrasini è tutto fermo), tanto che il sindaco Palazzolo non esclude di presentare al riguardo un esposto alla Corte dei Conti per danno erariale nei confronti dei Commissari straordinari Contrafatto e Rolle.


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