Inutile i bar chiusi in piazza a Terrasini, ma servono regole per la movida

Chiusura bar piazza terrasini

di Roberto Conigliaro

Abbiamo pubblicato un sondaggio sulla nostra fanpage di Facebook sulla piazza di Terrasini, dopo che il sindaco ha ordinato ai bar di chiudere per 5 giorni e la piazza è tornata deserta. Il risultato restituisce un paese spaccato a metà.

Com’era la piazza e com’è oggi, un’opportunità in più per Terrasini

Fino al 2011 la piazza di Terrasini era una distesa d’asfalto nero. Un parcheggio con la pretesa d’agorà cittadina. La chiusura estiva gli forniva per pochi mesi la veste di luogo di ritrovo per turisti e residenti. Dal 2011 la chiusura è diventata permanente, è stata introdotta l’isola pedonale e la piazza si è trasformata sia dal punto di vista strutturale che da quello urbano. Il parcheggio dei mesi invernali si è trasformato in un’opportunità di investimento e nel giro di un anno alcuni bar e negozi hanno chiuso ed altri hanno aperto. È il mercato, e nel bene e nel male funziona così.

Esistono le piazze a Rimini?

Terrasini ha sempre avuto la pretesa di essere meta turistica, un pò come Rimini. Ma questa pretesa attitudine si scontra spesso con le abitudini e i diritti di chi a Terrasini ci abita. La chiusura dei bar è stata imposta perché i gestori mettono dehors e tavolini ben oltre lo spazio loro concesso. Ma se i bar aumentano il numero dei tavoli non è forse una buona notizia? Significa che c’è una domanda da soddisfare. Più avventori, più tavoli, più economia, più lavoro. Inoltre, se davvero la piazza di Terrasini è invivibile, come mai è sempre così frequentata?

Cosa succederà da adesso?

Io penso che appena sarà concesso ai bar di riaprire, i gestori torneranno ad utilizzare la piazza come facevano prima. È una questione di costi/benefici. Finché i benefici saranno più alti dei costi, non ci saranno multe e ordinanze sufficienti per imporre gli spazi stabiliti dal Comune.

Un consiglio per i bar

Non è bella la piazza prima della chiusura imposta, con l’invasione dei tavolini messi quasi uno sopra l’altro. Non è bello il deserto dei tartari che viene fuori per effetto dell’ordinanza di chiusura. Inoltre, l’esito del sondaggio mette in luce le ragioni degli uni e degli altri ‘armati’ di like, ma non fa emergere nessuna soluzione, perché nessuno l’ha proposta. Non credo ci sia terrasinese che auspichi il ritorno al passato, con la piazza riaperta alle macchine (spero si possa confermare questa mia convinzione). Se è vero che il regime economico al quale siamo sottoposti è regolato dalle leggi della domanda e dell’offerta, è anche vero che le forme attraverso le quali richiedere e offrire servizi, in questo caso aperitivi e svago, possono essere diversi. Moltissimi altri comuni hanno lo stesso problema di Terrasini e studiano per affrontarlo a beneficio di tutti. Magari il prossimo sondaggio lo faremo per confrontare due o più soluzioni proposte per la piazza. Qual è quella del comitato? Quale quella dei gestori? Quale quella del sindaco?


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